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Quando incontrai De Niro...

Francesco Curello - 25-01-2017 - Letture: 233

Quando incontrai De Niro...

Era l’estate del 1982 e lavoravo a Cinecittà come fotografa di scena. Non so ora, ma in quell’epoca uno dei punti focali di Cinecittà era il bar, dove potevi incontrare personaggi di ogni tipo. Un giorno entrai a prendere un caffè. Mentre aspettavo al bancone, un uomo elegante vestito di nero e con gli occhi di ghiaccio mi si avvicinò e, dopo aver notato la mia Nikkormat Ft3 appesa al collo, mi disse: “Sei una fotografa? Pensavo fossi un’attrice… “. Era Franco Nero. “Mi è sempre piaciuta molto la fotografia. Mi insegneresti a stampare le foto?”, aggiunse. Sfoderai il sorriso più espressivo della mia vita e mi dileguai elegantemente. Non passò molto tempo che in quello stesso bar mi trovai a un metro scarso di distanza da tre mostri sacri del cinema mondiale: Federico Fellini, Sergio Leone e Robert De Niro. Non credevo ai miei occhi. Erano lì, tutte e tre, che ridevano e scherzavano, davanti a me. Impossibile resistere: scattai una foto per immortalare un momento storico.
Leone e De Niro stavano girando C’era una volta in America. Ricordo che una mattina ero in macchina con il grande fotografo di scena di Fellini e de La Dolce Vita, Pierluigi Praturlon, quando in lontananza vidi un giovane uomo – aveva un’andatura da vero figo – che camminava nel verso opposto al nostro. Mi resi subito conto che era De Niro. Cominciai a fissarlo, come un miraggio. Lui vide che lo fissavo. Mi fissò a sua volta. Io fissavo lui, lui fissava me. Pierluigi continuando a guidare mi disse ‘ahò, ma quello è De Niro?”. Io risposi tra il vago e il finto sostenuto “sì, mi pare…”.
Continuai a fissarlo fino a quando Bob fu proprio accanto alla macchina. Lo stavamo superando e lui era lì, a una manciata di centimetri da me. Mi sorrideva. E il sorriso di De Niro lo conoscete… Era lo stesso che avevo visto in alcune scene di Taxi Driver. Continuai a guardarlo sorridendogli a mia volta, poi dovetti voltarmi leggermente per non perderlo di vista.
Nei giorni seguenti Pierluigi ed io fummo eccezionalmente autorizzati a entrare sul set di Sergio Leone, assolutamente vietato a chiunque non facesse parte della troupe coinvolta nella lavorazione del film. Ci fecero entrare in silenzio, non si doveva sentire neanche un respiro, quindi cercai di non fare il minimo rumore mentre mi appostavo in un angolo della scenografia. Era tutto buio e fumoso. Lontano, in fondo a teatro di posa, con difficoltà scorsi De Niro. Stavano girando la famosa ed enigmatica scena della fumeria d’oppio dei cinesi. Bob era accasciato quasi privo di sensi, fumava l’oppio. Poi mi dissero che non era finzione: stava fumando l’oppio sul serio! Mentre scattavo le mie foto ero eccitata, ma al tempo stesso mi sentivo una ladra. Mi sembrava di rubare un gioiello da un tempio, di compiere un sacrilegio.

Elisabetta Malvagna

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